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Corporate Blog, comunicazione aziendale, blogging

call in actionFare copywriting o anche scrivere blog, per fini direttamente commerciali o meno, implica l’accettazione di alcune regole implicite che si portano dietro tanti miti e stereotipi. C’è ad esempio chi spende lunghissime pagine per spiegare come si scrive e come no, e poi magari esce quel blog amatoriale, con un personaggio misterioso ed anonimo, che scrive quasi come uno sfogo ma riesce ad avere milioni di followers, allora uno si domanda: A che servono tutte ste regole?

Beh, il bloggetto misterioso che dalle stalle va alle stelle, è una eccezione che può avere dietro il suo successo molte ragioni, tra cui il fatto di avere notizie esclusive, raccontare una realtà interessante al momento, appartenere ad un gruppo culturale,sociale o subcultura eccetera eccetera…ma pensate a voi. Siete sicuri che in questo RUMOROSO ed AFFOLLATO social-mondo-virtuale potete farvi sentire comunque e non vale la pena provare di applicare qualche piccola tecnica per vedere se funziona?

Ovviamente il tutto deve restare naturale senza interferire con il vostro stile e linguaggio, ma ci sono tre strumenti che si possono usare nella comunicazione che possono funzionare ad aumentare l’attività sui social network intorno a voi, contribuiendo a fornirvi più condivisioni, commenti e mi piace, che si retroalimentano continuamente (nel senso: più commenti ricevi più potenzialmente puoi riceverne).

Domande:

La domanda è una parte fondante della vita umana. Non per niente abbiamo più domande che risposte. Se io dopo questa frase introduttiva chiedessi “Quale sono le vostre domande senza risposta?” non vi verrebbe voglia di condividere le vostre questioni a quacuno? Ecco, siamo entrati nell’ottica della domanda. Magari volete fare vedere quanto siete profondi e quindi vi basta dire “abbiamo più domande che risposte nella vita”, ma se non vi conosce nessuno, aggiungendoci quella domanda, vi avvicinerà al vostro potenziale pubblico. Quindi meglio scendere dagli allori.

Call in Action:

negli USA molte agenzie di marketing dicono di aver misurato statisticamente che i post di blog o reti sociali che contencono una call-in-action hanno molte più conversioni. Se voi dite “Abbiamo molte più domande che risposte nella vita”  una call in action, cioè chiamata in azione, da aggiungere potrebbe essere “Condividi questo post per sapere quali sono le domande senza risposta dei tuoi amici” in questo modo si spalanca il potenziale social. Ovviamente possiamo dire “condividi…” o “dicci cosa ne pensi” o “metti mi piace se…o condividi se…” l’importante è però non esagerare. Non tutti i post devono contenere una call in action e non devono assolutamente contenerle tutte!

Frasi Ipnotiche:

Definire uno stato “ipnotico” è complesso, ma da anni si parla nel marketing di frasi ipnotiche. Questo non significa che si tratta di roba che sconvolge la volontà di chi legge, ma solo di un modo di comunicare che ci da un poco più di tempo per convincere il pubblico perché lo facciamo fermare a pensare un po’. Ho letto una storia molto tempo fa di cui non ricordo la fonte, a proposito di questo tipo di frasi: quando negli USA a metà del 900 le prime catene di distributori di benzina aggiunsero il servizio di controllo dell’olio gratis (per vendere più olio), nessuno faceva caso all’annuncio “Controlliamo l’olio gratis“. Fu così che cambiarono con “Sei sicuro che l’olio nel tuo motore sia ok?“. Improvvisamente la gente chiedeva al benzinaio di controllare l’olio. La gente si domandava istintivamente se l’olio fosse ok, e se non gli veniva in mente l’ultima volta che avevano controllato o si ricordavano di quella volta in cui avevano avuto problemi al motore e quindi si sentivano spinti a controllare.

Torniamo al nostro esempio “La domanda è una parte fondante della vita umana. Non per niente abbiamo più domande che risposte” Se aggiungessimo: “Hai mai pensato con quante domande senza risposta conviviamo?”. Sicuramente avremo tanti commenti sia seri, sia ironici, di persone che effettivamente ci hanno pensato.

In questi esempi l’ho buttata sul “filosofico” usando come esempio domande esistenziali per dimostrare come non c’è bisogno di dover “vendere qualcosa” per poter usare alcune tecniche e che non bisogna mai comportarsi come se fossimo al mercato del pesce. E tu, cosa ne pensi? Hai mai verificato l’efficacia di questi strumenti?

Vincenzo R.

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. Seguimi su

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