Intersito

Corporate Blog, comunicazione aziendale, blogging

Avete fatto il vostro passo verso il web, siete ormai nella fase della “digitalizzazione” per dirla con parole che ci facciano sembrare ancora più interessanti, avete arruolato un geniaccio di grafico che sta facendo dei colori la vostra arma per la brand identity, siete sicuri che i vostri prodotti faranno furore sul mercato…

Poi passano sei mesi, e le vendite sono pochissime, lanciate la vostra “presenza sui social”, aprite account da tutte le parti, invitate migliaia di persone a cliccare mi piace, ma passano altri sei mesi e le vendite non pagano le spese. Conoscete la regola che dice che non tutti i business funzionano subito e che anzi il primo anno si è sempre in perdita, ma qualcuno vi ha anche detto che su internet è tutto più veloce, e poi quello che vendete voi spacca.Allora perché non vendete?

Probabilmente perché vi siete lanciati nel vuoto, ed il lancio nel vuoto ha dei costi.

L’ecommerce, come la matematica, non è un opinione e se non vendete difficilmente sarà perché siete sfortunati, ma perché c’è qualcosa a monte che non funziona, che drena la vostre energie e le vostre risorse economiche. Gli errori più comuni di chi vende online appartengono ad una case history conosciuta a cui molti rimediano con una profusione di annunci di Google AdWords e di Facebook Ads, mentre altri comprendono che forse conviene fare un passo indietro e sistemare le cose perché più grande è la falla più grandi saranno i costi di tamponamento.

ecommerce 3Immaginiamo la situazione tipo descritta all’inizio e scomponiamola:

  1.  ho un grafico geniaccio che si occupa del sito per la vendita
  2.  i miei prodotti sono il massimo
  3. mi sono iscritto su tutti i social ed ho invitato tutti quelli che conosco a mettere mi piace

Su questi tre punti si potrebbe discorrere già all’infinito, per esempio andiamo al punto 1. Senza che nessuno grafico me ne voglia però spesso designer ed i loro clienti si concentrano troppo sul lato “artistico”, senza considerare l’usabilità. Ci sono tanti bravissimi grafici che appunto sono grafici, e sono abituati a lavorare per dare il massimo effetto visivo, ma che magari, poco esperti di web e di ecommerce  trascurano l’usabilità. Potete quindi avere alla fine un ecommerce molto complesso da usare, con procedimenti lunghi (alla gente piace il check-oute veloce: scelgo, inserisco due dati e pago) o così bello che distrae l’attenzione dai prodotti.

E qui andiamo al punto due: siamo sicuri dei nostri prodotti e questo va bene, ma se non ci rapportiamo al mercato non troveremo mai il modo migliore di proporli se non per puro caso. E lo stesso discorso vale per le reti sociali: meglio capire su quale social troveremo il maggior numero di potenziali clienti.

Molti imprenditori al momento di iniziare con le vendite online o quando si accorgono che qualcosa sta andando male ed hanno bisogno di sistemare le cose, si affidano ad una società di consulenza per l’ecommerce, come le italiane Webranking e B2commerce, e la spagnola (arrivata in Italia nel 2014) ECINCORP, che oltre ad operare in tantissimi Paesi del mondo ed essere particolarmente adatta per l’export tramite ecommerce, ha anche piani di investimento in ecommerce di clienti interessanti,

 

Vincenzo R.

Da anni freelance nel settore della comunicazione e del marketing sia online che offline, con diverse esperienze in diversi campi dagli eventi ai social media, dalle relazioni pubbliche al copywriting. Da piccolo voleva fare l'archeologo, da grande lo scrittore. Seguimi su

More Posts - Website

Follow Me:
TwitterLinkedInPinterestGoogle Plus

Corporate blog